Non obbedite e sarete liberi - 2°




                            La deriva della Democrazia?


Credo che, soprattutto oggi, alla luce degli ultimi avvenimenti internazionali verificatisi, lo scritto di Etienne La Beotie conservi la sua carica esplosiva. Peccato che un lavoro davvero gigantesco sia stato così colpevolmente trascurato per secoli.

E’ l’eterno  problema del Potere e del suo modo di esercitarlo, che soprattutto, oggi, sembra scaraventarci nell'Epoca delle passioni tristi, dove il futuro è una minaccia e la libertà si identifica col dominio sul proprio ambiente e sugli altri

Il bersaglio, per Etienne, non è solo il tiranno, come potrebbe sembrare a prima vista, ma in realtà  è ogni forma di potere, di uno, di pochi. di molti, che si sottragga all'eguale libertà. Non solo il Tiranno, ma anche la Monarchia, anche Colui che ha ottenuto il potere dal popolo e che spesso supera < in ogni tipo di vizi, e anche crudeltà, gli altri tiranni>, ma anche perchè i popoli vengono prontamente sedotti dalla servitù solo che sentano per dire così l'odore sotto il naso.

 Lascio spazio  ad alcuni passi dfel Discorso davvero profetici;

“ .. popoli insensati, scrive de la Boetie, poveri e miserabili, o nazioni ostinate nel vostro male e cieche al vostro bene! vi lasciate portare via sotto gli occhi le ricchezze più belle e lucenti, devastare i vostri campi, svaligiare le vostre case …

e tutto questo disastro, questa disgrazia, questa rovina non vengono da molti nemici, ma da uno solo, quello che voi avete reso tanto grande, per il quale coraggiosamente andate in guerra, per la cui grandezza non rifiutate nemmeno di presentare le vostre persone al cospetto della morte…

 chi vi domina in tal misura ha soltanto due occhi, ha soltanto due mani, ha soltanto un corpo, e non ha  nulla in più dell’ultimo uomo del grande e infinito  numero delle vostre città, tranne il privilegio che voi gli concedete per distruggervi.

Come mai farebbe ad avere potere  su di voi, se non gli provenisse da voi stessi? Come oserebbe mai attaccarvi, se non d’intesa con voi? Cosa potrebbe mai farvi, se non foste ricettatori del bandito  che vi deruba, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?

Seminate i vostri campi, perché lui ve li devasti; arredate e addobbate le vostre case, perché lui ve le saccheggi; crescete le vostre figlie, perché lui abbia di che soddisfare la sua  lussuria(1)crescete i vostri figli, perché nel migliore dei casi, li manda alle sue guerre, li conduca al macello, ne faccia i ministri delle sue bramosie e gli esecutori delle sue vendette; vi schiantate di fatica, perché  lui possa godersi le sue delizie e sguazzare in piaceri sudici e volgari; vi stremate, perché lui  diventi più forte e più sicuro nel tenervi corta la briglia; e di tante indegnità, che neppure le bestie riuscirebbero  a immaginare o sopportare, voi potreste liberarvi se provaste  non a liberarvene, ma soltanto a volerlo fare. 

                   Decidetevi a non servire più, ed eccovi liberi.

Non sostenetelo più, e allora, come un grande colosso cui sia stata tolta la base, lo vedrete precipitare sotto il suo peso e andare in frantumi.”

Ma dove, davvero, mostra di aver capito i meccanismi della costruzione del Potere, di cui ne analizza l’arcano segreto che è a fondamento della tirannia …

non sono gli squadroni di cavalieri, non sono le schiere di fanti, non sono le armi a difendere il tiranno: a prima vista non ci si crede, ma è davvero così: sono sempre quattro o cinque che mantengono il tiranno, quattro o cinque che gli tengono l’intero paese in servitù … quei sei consigliano talmente bene il capo che egli ora, grazie a questa loro intesa, deve essere malvagio non soltanto per via della propria malvagità, bensì  anche per via della loro. 

Quei sei hanno poi sotto di loro seicento profittatori, e questi seicento fanno ai sei quello che i sei fanno al tiranno: Questi seicento ne tengono poi  sotto seimila a cui hanno fatto fare carriera, affidandogli il governo delle province, o l’amministrazione della spesa pubblica, per avere mano libera, al momento opportuno, in avarizia e crudeltà, compiendo nefandezze tali da poter resistere soltanto nella loro ombra, riuscendo cioè solo grazie a costoro a sfuggire a leggi e sentenze

Grande è poi la schiera che viene dopo, e chi volesse divertirsi a districare questa rete non ne vedrà seimila, bensì centomila, milioni, stare attaccati al tiranno con questa corda … nasce da qui l’istituzione di nuove cariche, la creazione di nuovi uffici: non certo, a guardar bene, dall’esigenza di riformare la giustizia, ma per creare nuove basi alla tirannia

Etienne de la Beotie, anche se giovanissimo quando scrive ”Della Servitù volontaria”, mostra di conoscere in maniera profonda i meccanismi che “regolano” l’animo umano.

Credo che il "Discorso" andrebbe recuperato e fatto conoscere nelle scuole perché sono, soprattutto, i giovani che hanno bisogno di sapere, di conoscere, di capire che non  interessarsi, non partecipare, non costruire un senso per sé e per gli altri porta direttamente alla costruzione di una coscienza servile, di cui Carlo Levi, nel 1944, scriveva che Per chi ha l'animo di un servo, la sola pace, la sola felicità è nell'avere un padrone; e nulla è più faticoso e veramente spaventoso dell'esercizio della libertà. Questo spiega l'amore di tanti schiavi per Mussolini: questa mediocrità divinizzata, necessaria per riempire il vuoto dell'anima e colmarne l'inquietitudine con un senso di riposta certezza. 

Ricordo che, oggi in Italia, sono circa 2.500.000 le persone che vivono solo di politica, che costruiscono il consenso, con favori grandi e piccoli, e che imprigionano le energie vitali che sole possono determinare profondi cambiamenti sociali.

                                                   

                                          Beniamino Iasiello

(1) 

sembra anticipare il Manifesto del Paertito Comunista di Carlo Marx del 1848 quando scrive che i nostri borghesi, non paghi di poter disporre delle mogli e delle figlie dei loro proletari, per non parlare neppure della prostituzione ufficiale, trovano uno dei loro divertimenti principali nel sedursi reciprocamente le loro mogli.


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