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"Per l'Eternità" di Giovanni Barone

  E’ scrittore e poeta, è stato il fondatore della corrente artistico – letteraria Poesi -pittura che ha riscosso un notevole successo anche con mostre in alcune città italiane e appassionato biblista. Dopo L’amico diabolico    e Pastinel , gli amici stavano aspettando questo nuovo lavoro che ancora una volta ha la capacità di stupire per l’arduo argomento affrontato e per la chiarezza e la padronanza con cui espone tematiche di carattere teologico verso cui l’autore ha mostrato sempre una particolare predilezione. Basti ricordare il concorso di poesia biblica di cui si fece sostenitore alcuni anni fa.   “Per L’eternità – Dittico in romanzo in due atti”, questo è il titolo del nuovo romanzo di Giovanni Barone verte attorno a Ahasverus, noto come l’Ebreo errante, una figura leggendaria, nata nel Medioevo cristiano (circa XIII secolo) anche se ha radici più antiche. Non è presente nei Vangeli ufficiali, ma si sviluppa nella tradizione popolare.   Secondo l...

25 aprile

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                           Il 25 aprile: le donne nella Resistenza Il senatore fascista Giorgio Pisano nell’incontrare Vittorio  Foa ,  senatore di sinistra, gli disse: ci siamo combattuti da fronti contrapposti, ognuno con onore, possiamo darci la mano. Foa  gli rispose: E’  vero ,  abbiamo vinto noi e  tu sei potuto diventare senatore ,  avessi vinto tu io sarei ancora  in carcere.  C i rifletta. Ci rifletta un istante.   E cco, in breve, la differenza tra fascismo e  antifascismo: galera o liberta - morire o vivere, buio o luce. Credo che basti ciò per ricordare perché il 25 aprile fu per  l’Italia tutta  l’inizio di un nuovo tempo, il cui presupposto fu la Costituzione che va sostenuta e difesa sempre dagli attacchi sconsiderati di chi ancora la vive ancora con profonda sofferenza e quasi odio.               ...

Solo nostalgia? Chissà!

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                                                      Altre emozioni     nella vesione recitata da Paolo Stanzian i sulle note de La canzone dell'amore perduto Vero è che i miei vent’nni, un pò come tutti, credo, sono tutti là, mi sembra di afferrarli tanto li sento vicini, ma, come canta De Gregori, ti volti a guardarli e non li trovi più [1] ! Quando si parla di cantautori, il pensiero vola subito agli anni sessanta con De Andrè, Guccini, Gino Paoli, Lucio Dalla il mai dimenticato Luigi Tenco, che portarono testi più poetici e riflessivi nella canzone italiana. Di altri , come Umberto Bindi, Sergio Endrigo sembra essere stati delle meteore, nonostante il grande successo, meritato, che ottennero in quegli anni. Umberto Bindi scrisse e cantò canzoni splendide come Il Nostro Concert o, La Musica è Finita, per Ornella Vanoni , Il Mio Mondo ...

La strage pasquale

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                         La Zattera della Medusa di Thèodore Gèricault Non scrivo versi, ma, di fronte alle continue sciagure umane si è presi dallo sconforto e  dall’inanità di qualsiasi azione e allora qualche parola, qualche rima esce per alleviare il senso di smarrimento che ti invade. Non un rifugio nella parola, ma un modo di esternare emozioni che non possono essere sempre trattenute anche perché la loro sofferenza (dei migranti), la loro morte rappresenta un crimine contro un’umanità dolente che nessuno vuol vedere e sentire.   Anche in questi giorni di feste Pasquali, il Mediterraneo, il cimitero dei migranti [1] , ha accolto nel fondo dell’abisso oltre 80 vite umane, colpevoli soltanto di non volersi rassegnare a vivere per sé e per i propri figli una vita da schiavi e, quindi cercare nuov e spiagge su cui, purtroppo, il mare restituisce, come un senso di pietà, i loro corpi. Voglio sottoporre agli ...

Padri e figli: ieri e oggi

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  Strano destino quello dei padri! Per vedersi riconosciuto, dai propri figli, qualche merito devono prima … morire! Solo dopo la morte, e nel tempo, capiscono che suggerimenti, consigli,  né richiesti, né desiderati , non volevano essere una limitazione della loro autonomia decisionale, ma semplicemente l’espressione di una disponibilità sulla quale poter sempre contare. Ma sappiamo che non è così!  Franz Kafka nella sua “ Lettera al padre ” ripercorre i momenti di una conflittualità che hanno condizionato e determinato scelte e decisioni della sua vita …  fui ridotto all’obbedienza … il senso di nullità spesso mi assale, dalla tua poltrona tu governavi il mondo. Tutti i miei ragionamenti soffrivano la tua forte pressione, sopportare questo peso era quasi impossibile.  Oppure “ Padri e Figli ” di Ivan S. Turgenev dove è possibile cogliere la distanza di due mondi, la conflittualità tra vecchia e nuova generazione: padri nobili, conservatori e figli democrat...

21 marzo: giornata mondiale della poesia

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   Il 21 marzo è la giornata edicata alla poesia e reading ed eventi si stanno svolgendo in tutta la penisola; e quest'anno, grazie anche alla manifestazione " Poetry Slam " sta vivendo un momento magico. E' una manifestazione di poesia performativa dove una giuria sorteggiata, da 5 a 10 persone, premia la migliore performance che  consiste in una sfida a colpi di versi ricorrendo alla sola voce e al solo corpo  senza  l'accompagnamento, durante la recitazione, di strumenti musicali. La poesia, data sempre per morta, in una società dove la tecnica, con i suoi algoritmi domina incontrastata, uccidendo sogni, desideri,    resta l'ultima frontiera contro l'anestesia dei sentimenti, che produce soltanto solitudine e alienazione, e l'unica a voce   che supera i muri, s’infiltra in ogni fessura portando il suo messaggio di speranza  di pace che sole fanno grandi i popoli.  D'altra parte, come dimenticare il  mitico professore John Ke...

Il signor G

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  Nello sfogliare l’album dei ricordi musicali di qualche anno(!!!) fa, non posso fare a meno di soffermarmi sulla figura di Giorgio Gaber che, da cantautore di successo e da grande showman, approda nel 1970, con il Signor G, cui seguiranno tanti altri spettacoli sempre con Sandro Luporini, all’esperienza, unica in Italia, del Teatro – tenda che raccolse consensi sia dal pubblico che dalla critica. Nel 2001, con l’album la mia generazione, l’artista non solo torna al successo, ma coglie l’occasione per fare un’analisi lucida e spietata di questa realtà che ha visto protagonista la sua generazione. “Io G.G. sono nato e vivo a Milano e non mi sento italiano- ma per fortuna o purtroppo lo sono” e, a Milano moriva, nel 2003, fa Giorgio Gaber, certamente una delle poche voci libere, irriverenti, critiche, pulite del panorama musicale italiano. Un grande protagonista del mondo dello spettacolo, cantante di successo, sue sono Non arrossire- Porta Romana- La ballata del Cerutti, Barbera e...