Angelus Novus di Paul Klee
Certamente il passare degli anni rende sempre più
limitato il mio tempo e nutri la segreta speranza di trascorrerlo, più o meno serenamente, con la famiglia e gli amici di sempre. Purtroppo la vita non sempre segue la strada lineare
che vorremmo, a volte scarta ed è ... la fine!
E’ difficile dimenticare Giancarlo, la sua
disponibilità, i nostri incontri, la presenza e l’importanza che ha avuto ogni
volta che ho pubblicato qualche lavoro sulla storia del mio paese. Per tre
volte ha fatto parte dei relatori e, nell’ultima, ha scritto una pregevole
presentazione al mio lavoro. Era diventato una presenza costante a Ceppaloni
dove molti lo ascoltavano in religioso silenzio, catturati dal suo argomentare
sempre chiaro, comprensibile, con cui esponeva tesi interessanti e mai
scontate.
Ricordo che, qualche anno
fa, gli dissi: Gianca’, la prossima volta non ti invito più perché qua vengono
per ascoltare, soprattutto, te che, come grande fascino affabulatorio, li tieni
inchiodati alla sedia.
Riporto alcune riflessioni, in versi, nate, diceva Giancarlo, dal ragionare su alcuni dati dell’ISTAT che prevedono la desertificazione delle zone interne del Sannio e, ancora, dalla famosa descrizione che Walter Benjamin diede dell’”Angelo della storia”. Traendo ispirazione dal quadro di Paul Klee che si intitola Angelus Novus: il filosofo tedesco dice:
<C’è un quadro di Klee che si intitola “Angelus
Novus”. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su
cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese.
L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato.
Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che
accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli
vorrebbe trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta
spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli
non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro,
a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al
cielo. Ciò che chiamiamo il progresso è questa tempesta. (tesi di filosofia
della storia)
L’Angelo della
storia
Il Sannio muore. Il focolare
è muto:
E non c’è più futuro. Ormai non ha più
nulla
Sono ormai sterili da raccontare
ai figli
Le tue antiche
radici.
Finisce qui la storia
E frutti più non danno: del nostro borgo
antico.
i figli sono già via, Forse che le
tue stanche
e i loro figli
hanno mani, amico mio,
parole a noi straniere. Potranno ancora
aggiungere
Il filo è spezzato. All’antico
volume
La memoria svanisce. Nuove parole e
amore?
Il lascito d’amore Sulla tua
vecchia terra
Dei nostri padri, ora, più non soffia
il celeste
si perde nell’oblio – vento che le
ali gonfia
duro figlio del tempo. all’angelo divino.
Non resta che il sospiro L’angelo della
storia
di un’aria avvelenata per noi oltre non procede:
che sciagurate menti giace sull’alto cumulo
di nuovo barattarono delle nostre macerie,
con la falsa promessa l’occhi persi nel nulla,
d’un palpito di vita. le
forti ali spezzate.
Ma più non c’è futuro!
E più non ci sarà,
per noi, un altro passato:
L’angelus novus di Paul Klee simboleggia una visione
tragica della storia, l’umanità avanza verso il futuro spinta da un progresso
incontrollabile, mentre alle sue spalle si accumulano le rovine del passato che
non riesce a riparare.
Il passato è irrecuperabile, ma non inutile: non si
può ricostruire, le vittime non possono tornare, le macerie restano macerie, ma
il passato può ancora agire sul presente, se l’uomo lo ascolta. Non si salva
il passato, ma il rapporto dell’uomo col passato.
Se il passato è irrecuperabile e il progresso non
garantisce la salvezza, allora, è
nell’uomo che vanno cercati gli anticorpi, nella coscienza critica, nella
memoria e nella responsabilità morale.
Gli anticorpi etici non sono automatici, ddevono essere costruiti, difesi, scelti, perchè l'uomo è capace di tecnica senza etica, di cambiamento senza responsabilità, di progresso senza umanità.
Infatti, pur disponendo di conoscenze e strumenti sempre più avanzati, spesso, l''uomo si è mostrato privo di una responsabilità adeguata e della forza di un’etica capace di imporsi sulla violenza.
Il progresso non bilanciato da una coscienza critica si è così trasformato da promessa di emancipazione a causa della distruzione.
L'Angelo della storia con gli occhi vero il passato e con le spalle rivolte al futuro è l'esatta dimensione della triste realtà dei nostri tempi, dei nostri borghi e di una storia sospesa in un eterno presente.
Ma davvero non c'è niente da salvare di quel cumulo di macerie? Chissà ... non ci resta che sperarlo e agire come se fosse possibile, concludeva Giancarlo.
Di questo si parla va e di altro, compreso quel sano gossip che rallegra l'animo perché inr comeeso sempre un momento di leggerezza per ridere insieme.
Amico mio, sono certo che vivrai nei cuori di chi ti ha conosciuto e negli spazi profumati del'eternità dove si raccolgono coloro che hanno, degnamente, vissuto la propria vita terrena
Beniamino Iasiello
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