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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

25 aprile

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                           Il 25 aprile: le donne nella Resistenza Il senatore fascista Giorgio Pisano nell’incontrare Vittorio  Foa ,  senatore di sinistra, gli disse: ci siamo combattuti da fronti contrapposti, ognuno con onore, possiamo darci la mano. Foa  gli rispose: E’  vero ,  abbiamo vinto noi e  tu sei potuto diventare senatore ,  avessi vinto tu io sarei ancora  in carcere.  C i rifletta. Ci rifletta un istante.   E cco, in breve, la differenza tra fascismo e  antifascismo: galera o liberta - morire o vivere, buio o luce. Credo che basti ciò per ricordare perché il 25 aprile fu per  l’Italia tutta  l’inizio di un nuovo tempo, il cui presupposto fu la Costituzione che va sostenuta e difesa sempre dagli attacchi sconsiderati di chi ancora la vive ancora con profonda sofferenza e quasi odio.               ...

Solo nostalgia? Chissà!

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                                                      Altre emozioni     nella vesione recitata da Paolo Stanzian i sulle note de La canzone dell'amore perduto Vero è che i miei vent’nni, un pò come tutti, credo, sono tutti là, mi sembra di afferrarli tanto li sento vicini, ma, come canta De Gregori, ti volti a guardarli e non li trovi più [1] ! Quando si parla di cantautori, il pensiero vola subito agli anni sessanta con De Andrè, Guccini, Gino Paoli, Lucio Dalla il mai dimenticato Luigi Tenco, che portarono testi più poetici e riflessivi nella canzone italiana. Di altri , come Umberto Bindi, Sergio Endrigo sembra essere stati delle meteore, nonostante il grande successo, meritato, che ottennero in quegli anni. Umberto Bindi scrisse e cantò canzoni splendide come Il Nostro Concert o, La Musica è Finita, per Ornella Vanoni , Il Mio Mondo ...

La strage pasquale

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                         La Zattera della Medusa di Thèodore Gèricault Non scrivo versi, ma, di fronte alle continue sciagure umane si è presi dallo sconforto e  dall’inanità di qualsiasi azione e allora qualche parola, qualche rima esce per alleviare il senso di smarrimento che ti invade. Non un rifugio nella parola, ma un modo di esternare emozioni che non possono essere sempre trattenute anche perché la loro sofferenza (dei migranti), la loro morte rappresenta un crimine contro un’umanità dolente che nessuno vuol vedere e sentire.   Anche in questi giorni di feste Pasquali, il Mediterraneo, il cimitero dei migranti [1] , ha accolto nel fondo dell’abisso oltre 80 vite umane, colpevoli soltanto di non volersi rassegnare a vivere per sé e per i propri figli una vita da schiavi e, quindi cercare nuov e spiagge su cui, purtroppo, il mare restituisce, come un senso di pietà, i loro corpi. Voglio sottoporre agli ...