Etica, non estetica

 





Quanta strada dobbiamo ancora fare per imparare che ogni essere umano va rispettato in quanto tale e non perché è bianco, nero o disabile!

Fatti come quelli accaduti a Ischia non vorremmo mai ascoltarli: una madre, Romina, che aveva portato la propra figlia, 12 anni,con grave disabilità cognitiva legata a una rara forma di epilessia, alla festa del Carnevale organizzata a Ischia in piazzetta S. Girolamo, si è vista aggredita in maniera forte da un'altra madre che le  ha detto: lei non può stare qui, non è normale e può fare male a mia figlia. 

Parole senza senso, non si capisce come avrebbe potuto subire azioni delittuose, visto che tutti erano interessati alla festa e a divertitsi, a passare qualche ora in allegria, nè vi erano state zsituazioni problematiche.

Percepito che qualcosa era successo, la dodicenne chiede alla madre di andare via.  Mia figlia, dice la signora Romina, non è un  pericolo, è un inno alla dolcezza; ma già altre volte era stata offesa da bambini che l'avevano chiamata "mostro"  con i genitori presenti senza che intervenissero. 

Esperienza dolorosa per quello che doveva essere un giorno di festa, ma è anche la spia del fastidio del raccapriccio che suscita una persona disabile e che evidenzia maleducazione, poca sensibilità, e un basso livello di civiltà

Oggi si parla tanto di inclusione che, però, fin quando non si educano i genitori, resta un bel post, come ha scritto la signora sui social, mentre essa è il diritto di stare in piazza e ridere senza essere giudicati sbagliati. Abbiamo perso un pomeriggio di festa, ha scitto Romina sui social, ma c'è chi ha perso l'occasione di essere una persona migliore: continuiamo a camminare a testa alta.

Che dire? A parole siamo tutti per i diritti di tutti, nei fatti l'importante è che tutto avvenga lontano dai nostri occhi così da stare in pace con la nostra coscienza che non può essere disturbata da ciò che non presenta i caratteri della bellezza.


                                                          Beniamino Iasiello




Commenti

  1. tra i mali della nostra società, oltre all'esasperato individualismo e all'indifferenza per l'altro uomo, che stentiamo a riconoscere come tale, credo che il peggiore sia l'ipocrisia che è quel velo dietro cui l'uomo nasconde la sua vera natura dove l'altruismo, la tolleranza, la pietas umana occupino l'ultimo gradino di una scala di valori se ancora esistono.

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    1. Quanta amarezza caro professore! L’ipocrisia è il dis-valore per antonomasia.

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