L'impasse Shlein - Conte : nodo strategico

                                                        



Altan, splendido vignettista e autore satirico, ha fotografato la condizione di precarietà in cui versa la sinistra, o, per meglio dire,  il campo largo che ci sta mettendo molto  del suo per ritrovarsi come ... camposanto. 

Probabimente, le elezioni politiche si faranno tra aprile e maggio e ancora nel campo progressista non è stato presentato un programma nè è stato individuato chi deve essere il leader della coalizione  che raggruppa il PD, il M5Stelle, AVS e a altri due, "Italia viva" di Renzi, per il momento fuori dalla coalizione per il veto di Giuseppe Conte, e "Azione" di Calenda che, però, pare sia orientato maggiormente a sostenere il governo Meloni. 

Senza dimenticare Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell'Agenzia delle Entrate che ha promosso il comitato civico Più Uno con l'obiettivo di costruire un nuovo soggetto politico e allargare il perimetro cdel centro sinistra.

Davvero se ne avvertiva la necessità! 

Ma diciamo la verità, la sinistra è maestra nel dividersi continuamente; è la sua storia che non le ha permesso mai di arrivare al governo della nazione e, quelle poche volte che ci è riuscita, dopo poco tempo, è stata costretta ad abbandonare per forti contrasti interni.

Ciò che potrebbe verificarsi anche per le prossime elezioni: Elly Schein e Giuseppe Conte ( a me pare il Vannacci della sinistra) , forse sbaglio,si contendono il ruolo di Premier della coalizione e, eventualmente, del Consiglio, ma come è possibile trovare una quadra tra forze diverse con un programma diverso, soprattutto in politica estera nei confronti del sostenere o meno l'Ucraina?

Ci vorrebbe una magia che se anche, per incanto, fosse, il governo del campo largo sarebbe destinato a durare l'espace d'un matin.

E allora?

Il governo Meloni ha fatto poco o niente, ma l'operazione che le è perfettamente riuscita, con la furbizia che le appartiene, e perché no anche intelligenza politica, è stata quella di creare un forte contrasto nel campo largo con l'introduzione nella nuova legge elettorale, che dovrebbe essere approvata tra qualche giorno, dell'indicazione sulla scheda del candidato premier: Conte o Sclein? 

Ecco l'intralcio difficile da superare! Salvo se non ci pensa la Corte Costituzionale nel dichiarare la legge elettorale incostituzionale, e ci sono i presupposti, o i franchi tiratori nel segreto dell'urna, quando, tra qualche giorno, sarà sottoposta al voto della Camera dei deputati. 

La sinistra, stando ai sondaggi, potrebbe sconfiggere l'armata Meloni solo se il campo sarà davvero largo, ma, soprattutto se tutte le forze politiche che ne fanno parte faranno sistema, altrimenti ancora una volta resterà  a guardare il dito perché  la luna, ancora una volta , resterà fuori dalla loro portata. 

La storia della sinistra, pare, trovi una sua ragion di esistere nelle coninue scissioni al suo interno a partire dal formarsi del Partito Socialista in Italia che nacque nel 1892, ma già con forti divisioni tra riformisti e rivoluzionari, per poi subire una vera e proprio scissione quando, 15 - 21 gennaio del 1921, teatro Goldoni di Livorno, si tenne il XVII congresso del Partito Socialista Italiano. 

Fu un congresso difficile dove si fronteggiavano due anime: quella riformista e quella massimalista che, vicino all’Internazionale Comunista, chiedeva, attenendosi ai 21 punti elaborati da Lenin, l’espulsione dal partito dell’ala più moderata.

Essendo stata bocciata la suddetta mozione, i comunisti “puri” (rappresentavano la sinistra minoritaria del P.S.I.) come essi si definivano, abbandonarono i lavori e si riunirono al Teatro S. Marco dove si tenne il primo congresso del Partito Comunista d’Italia con Amadeo Bordiga, che ne diventò segretario, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Nicola Bombacci1 ed altri. Antonio Gramsci, fu imprigionato, nonostante fosse deputato in carica, nel 1926 da Mussolini che ostacolò in ogni modo la sua liberazione per vietargli di pensare ed agire politicamente. Certe teste pensanti era meglio tenerle lontano dagli altri e Piero Gobetti, intellettuale liberale antifascista morto a 25 anni per le aggressioni subite dai picchiatori fascisti, era solito affermare che Gramsci aveva la testa di un rivoluzionario dove … il cervello ha soverchiato il corpo.

... continua 





 

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