Midterm e pena di morte
Le elezioni di midterm[1], sono vicine. Ancora un mese e sapremo come l’America giudicherà l’operato di Donald Trump, ma soprattutto sapremo come il Presidente degli Stati Uniti si comporterà rispetto ad un risultato dove la Camera dei deputati e del Senato potrebbe essere appannaggio dei democratici.
In un paese democratico la sconfitta elettorale non dovrebbe
comportare grossi scossoni perché in una competizione elettorale si vince e si
perde, ma non per questo si pensa di capovolgere il risultato di elezioni
liberamente svolte.
Ma, ricordando le disavventure
della democrazia durante la fine del primo mandato di Trump, ci sono molti
analisti che prevedono il peggio in caso di vittoria dei democratici.
Al giornalista del Time che chiedeva al Presidente se
stava progettando di inviare agenti dell’Ice alle urne durante le elezioni di
midterm, ha risposto che ancora non ci aveva pensato.
E alla possibilità di ricorrere all’Insurrection act,[2] dichiarazione
dello stato di emergenza durante le elezioni, risponde che non l’ho mai
usato, potrei usarlo. Molte persone pensano che dovrei usarlo qualche
volta.
Non vi sono atti formali in tal senso, ma Trump potrebbe muoversi lungo la linea già
sperimentata nel 2022, cioè di contestare il risultato del voto, dichiarandolo
fraudolento e così ostacolare la certificazione e l’insediamento di alcuni
deputati.
L’America sembra essere diventata una democrazia fragile se,
come già nel recente passato si è permesso ad un presidente che ha perso l’elezione,
di spingere i suoi sostenitori ad assaltare i luoghi della democrazia (Capitol
Hil), di incassare una sentenza di impunità da parte della Corte suprema e,
infine di essere rieletto.
L’America che è sempre stata un faro di libertà e giustizia
per l’Occidente dal lontano 1776, quando nasce su idee di indipendenza,
uguaglianza e difesa dei diritti civili, sta subendo una erosione democratica
dovuta ad una forte polarizzazione politica e alla sfiducia nelle istituzioni e
nei processi ekettorali.
Credo che Trump costituisca un’anomalia nella storia degli
Stati Uaniti e del mondo occidentale e che l’America abbia in sé gli anticorpi
necessari per respingere il tentativo di una involuzione democratica che mette
in pericolo gli equilibri mondiali, sempre mantenuti, pur tra grandi difficoltà
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Per restare ancora in America; scalpore ha destato
l’esecuzione della condanna a morte di
Christa Gall Pike. Nove giudici, sei conservatori per il si, e tre progressisti
per il no, hanno decretato la condanna a morte per un omicidio efferat compiuto
quando aveva 18 anni. La prima donna a morire
per una doppia iniezione di pentobarbital nel Tennessee da oltre
200 anni. Christa sopravvive alle due
iniezioni letali, per cui lo Stato che l’aveva condannata morte è costretto a
salvarla con cure ospedaliere, pare abbia subito dei danni cerebrale, e … poi?
Per il momento dagli avvocati è’ stata subito presentata una
domanda per fermare l’esecuzione e l’amministrazione carceraria è stata
accusata di avere usato un sedativo “scaduto”.
La donna si era pentita affermando di non essere più quella di
trenta anni fa, e aveva chiesto di essere fucilata da un plotone di esecuzione
costituito da donne, oppure di essere
impiccata, pur di evitare la doppia iniezione letale, ma la giustizia ha fatto
il suo corso, la legge non può cambiare.
Il crimine fu orrendo: insieme col fidanzato e un’altra
ragazza , Pike 18 anni e il fidanzato 17, picchiano e accoltellano una
compagna, Coleen Slemmer, 19 anni; il fidanzato incise sul petto della ragazza
ancora viva , un pentagramma e Pike si presentò il giorno seguente in classe
mostrando un pezzo di cranio della ragazza uccisa. Arrestati, lei venne
condannata a morte e il fidanzato all’ergastolo che sta ancora scontando.
Un delitto infamante, disumano, ma sono passati trenta anni e
forse un gesto di pietà, oggi, per chi già ha scontato una lunga pena nell’inferno
del carcere, e una drammatica esecuzione durata oltre due ore senza ci fossero
dei medici per intervenire… niente è stato normale hanno detto i
giornalisti presenti.
Ricordo una canzone di Fabrizio De Andrè per l’abolizione
della pena morte: è del 1967(!) e a corredo de La ballata degli impiccati, che
ricorda tanto La Ballade des pendus di Francois Villon, vi è un recitativo dove le anime dei
condannati a morte chiedono conto al potere costituito della severità e della
mancanza di compassione delle sentenze emesse .. giudici eletti, uomini di
legge/ noi che danziam nei vostri sogni ancora/ siamo l’umano desolato gregge/
di chi morì col nodo alla gola/. Quanti innocenti all’orrenda agonia votaste/
decidendone la sorte /e quanto giusta pensate che sia/ una sentenza che decreti
morte.
Soltanto il Papa Leone XIV aveva chiesto la grazia, senza
ricevere alcuna risposta. E’ rimasta, la sua, l’unica voce, anche se clamantis
in deserto, che si leva contro la guerra, contro le ingiustizie, per la
difesa della vita in un mondo che ha ridotto l’etica in estetica e l’umanità un
concetto obsoleto perché sembra avviarsi sulla strada del transumanesimo.
Beniamino Iasiello
[1] Il 3 novembre
saranno rinnovati tutti i 453 seggi elettorali della Camera e un terzo del
Senato
[2][2] E’ una legge federale che risale al 1807 che
conferisce al Presidente degli Stati Uniti l’autorità di schierare l’esercito e
la Guardia Nazionale sul suolo americano per sedare insurrezioni ribellioni o
gravi disordini interni. La legge è stata utiòizzaa circa umna trentina di
volte e l’ultima fu nel 1992 da parte del presidente George Bussh
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